Navigando in rete, puo' capitare d'imbattersi in una Venere del Botticelli
1 composta da lettere e numeri.
Significa trovarsi di fronte a un'opera facente parte di una corrente artistica puramente legata a internet e denominata "ascii art"
2.
L'arte ascii, che nasce negli USA, è una tecnica di frontiera tra testo e grafica che sfrutta le possibilità figurative dei segni verbali.
Probabilmente si tratta della prima forma di arte creata attraverso l'uso del computer. Si diffuse ai tempi in cui si comunicava tramite le BBS (prime forme di ''chat'') e i programmi di grafica, non paragonabili a quelli attuali, erano inaccessibili alla maggior parte degli utenti.
Agli inizi la maggioranza delle persone, usava Internet quasi esclusivamente per inviare e-mail, e non esistendo grafica o animazioni (ovvero il linguaggio ipertestuale Html), utilizzava l'ascii per creare diagrammi e tabelle o per abbellire le e-mail con disegni.
Fu proprio per ovviare alla mancanza di immagini nei messaggi, che nacquero dei disegni realizzati con caratteri alfanumerici (emoticons comprese).
In seguito l'arte ascii, si è evoluta diventando un nuovo modo di comunicare emozioni.
Nacquero gli ''underground art groups'', formati da persone specializzate in quest'arte che mettevano a disposizione degli utenti di Internet le loro creazioni, in genere creando file compressi che potevano essere scaricati dal Web.
Fu possibile quasi da subito colorare i disegni ascii tramite il codice ansi, ma la maggior parte dei disegnatori ascii furono, e lo sono ancora oggi, riluttanti ad utilizzare i colori nei loro lavori.
Un disegno ascii se da un lato puo' essere unione di caratteri alfanumerici disposti in uno spazio senza che abbiano un senso, dall'altro puo' essere composto da frasi, parole, poesie, racconti. Non avvicinerei questa tendenza artistica alla poesia visiva di cui fu precursore Guillarme Apollinaire, ma di certo possiamo pensare ad una evoluzione artistica che in qualche modo si rapporta ai calligrammi.
Calligramma è parola composta da due elementi lessicali di origine greca, "kalli" ("bello?) e "gramma" ("comunicazione scritta"). Inventato dal francese Guillaume Apollinaire come titolo della raccolta di sue poesie scritte durante il "periodo cubista", Calligrammes (1918), il termine serve ad indicare una poesia esteticamente apprezzabile, nella quale la disposizione dei versi sulla carta forma i disegni dei temi trattati. Il contenuto linguistico arriva a coincidere con il significato figurale.
Un genere simile di poesia risale pero' all'antichità classica.
A quel tempo era conosciuto col nome di
technopaegnion e usato abilmente dal poeta greco Simmia di Rodi (IV sec. a,C.), che riuscì a rappresentare varie immagini (l'uovo, la scure, le ali) disponendo, in un certo ordine, versi di varia lunghezza.
Fra i successivi poeti greci, che si distinsero nel carme figurato, si possono ricordare Dosiada (inizio del 111 sec. a.C.) e Teocrito (nato circa nel 310 a.C.). Anche il poeta latino Porfirio Optaziano (IV sec d.C.) trattò, tra gli altri, argomenti di ispirazione cristiana attraverso i calligrammi.
Nei sec. XV e XVI, in seguito al fiorire degli studi umanistici, la poesia figurativa ebbe vari cultori, come Francesco Colonna, Pierio Valeriano, Antonio Telesio, Lanciano Curzio, Giovanni Battista Pigna. Ma fu nel sec. XVII, che fiorirono i calligrammi più belli di tutta la produzione italiana.
Se a Napoli e a Bologna non mancò qualche apprezzato esempio, nel Veneto furono composte le opere meglio riuscite, cioè la mistica Passione di Cristo di Guido Casoni e di Baldassarre Bonifacio, senza contare la rigorosa produzione di Fortunio Liceti.
Dopo quel periodo, i calligrammi furono poco usati e ricomparvero per breve tempo e senza particolare successo nel '900 per merito delle avanguardie letterarie (ad esempio quella futurista).
In questa sede si presentano calligrammi di "Urania", opera di Baldassarre Bonifiacio
3 pubblicata nel 1623 nella quale la scrittura diviene parte integrante di una simbologia grafica. Esattamente come per l’arte ascii.
L'avvento dell'Html e dei moderni programmi di grafica ha naturalmente provocato un declino dell'arte ascii. Nonostante questo, negli Stati Uniti operano ancora molti artisti ascii, alcuni dei quali molto famosi, come Joan Stark e Allen Mullen.
Attualmente l'ascii art ha ancora un gran numero di amatori, e viene utilizzata nelle e-mail, nei newsgroups e nel mondo di mIRC e delle chat IRC in genere.
Ci sono collezionisti di disegnini ascii, in Italia come in mezzo mondo. Alcuni mettono online le loro raccolte.Utima frontiera dell'"ascii pictures", è quella che prevede
animazioni.
Ci si potrebbe chiedere se l'arte ascii, i calligrammi, la poesia visiva, la pittura visiva, sono frutto di sperimentazione o soltanto un gioco.
Le "ascii pictures" (soppiantate oggi da strumenti di comunicazione piu' potente) sono diventate poesia visiva da un lato e simbolo artistico dall'altro. Allo stesso modo i calligrammi che hanno scandito la sintassi di una poesia liberata non rappresentano che una fase, terminata ed esaurita, della sperimentazione.
Se l’originalità e la poesia vanno soprattutto ricercati nel parlato continuo, in una discorsività ininterrotta; se la poesia deve ottenere la stessa rapidità di segno pittorico, allora ci si chiede che sintesi, che altra trasformazione subira' il segno.
Questa "contaminazione" tra arti procura veramente vantaggio alla scrittura?
Penso a un trattato del VI-VII secolo, dove Dio crea l'universo combinando fra loro le 22 lettere fondamentali dell'alfabeto ebraico.
Penso all'antico desiderio dello scrittore di dare alle parole, oltre un significato, anche un corpo.