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Istmo

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Venerdì, 27 Febbraio 2004

A cura di Alessandra Visser





Istmo
collocato lì
circondato dall'affetto che si prova per altri
tra capo e petto
legato a questa voce -splendida odissea-
in un giorno
interrotto da una traccia
che si fa rauca
e muore.

Restano incendi
a far da transenne ai progetti;
così la tua veglia mi sorride
sicura
di non essere vista
e non indica
e non ha verbo
e non ha paura del vero.

Non parola che rigurgita
ma scrittura
e stagione
che telegrafa gocce di pioggia
e dirige i suoi rami di musica lucida

Platani scortando ombre diffuse che allungano:
dicono che il passato
attimo di un senso
nulla
documentera' piu'.



 
 
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