POESIA
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Poesie
di Sabrina Foschini e Paola Turroni tratte dallo spettacolo teatrale "Nodo"

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Venerdì, 27 Febbraio 2004

A cura di Paola Turroni








A d essere un paesaggio
uno che non ho visto, uno spettacolo d’arie impreviste
e un pensiero che si placa, dentro a quella scatola per gli occhi.
Ad essere non una parte del mare, ma acqua vera
che parla e non dice mai quello che ha passato
non dice i fondali e le punizioni delle navi
non dice il numero dei pesci, di che colori popolano il blu.
Un paesaggio forse,una strada, un treno
andare da un uomo, andare nel suo verso
rotoli di paglia e un bambino nascosto dietro al cerchio gigante
mentre l’altro corre tra l’oro.
Essere cielo rovesciato in chiaro, africano
stelle più recenti, misteri in costellazioni
di animali ancora da destinare.
Sarei certamente scogliera, sguardo che scende
si precipita, affoga
oppure che vola, radendo la roccia fino al tonfo.
Sono stata almeno un pezzo di paese piccolo
anni di guerra, torrenti dove si lavano in segreto
le pezze dei bambini e bauli di lenzuola
piantati sotto gli alberi.
Sono stata foce di fiume, palestra di pesci
per un ragazzo che avrebbe fatto figli.

Sabrina Foschini



Se fossi un paesaggio sarei le montagne
chiamereste cime i miei slanci
e non dovrei ogni volta giustificare la roccia
assecondare passi, stolti
sono sentieri le mie braccia
scegliete voi le salite e le discese.
Se fossi un paesaggio
ti chiederei di camminare
appoggiati guarda
respira piano e voltati ,
se fossi paesaggio mi stenderei
ti inarcherei la schiena.
Entrerei dalle finestre, strappando cartoline
se fossi paesaggio
non mi farei fotografare
sarei la nebbia che ti conserva intatto
sarei la neve
sulla fatica, una città che offre
con tutte le lingue
quello che manca.

Paola Turroni




Se fossi un bambino io
angolo di terra da scoprire
circondata di navi.
Se fossi bambino, foglio indubitato
salvezza di ogni parola, carezza necessaria.
Se fossi un bambino.
Se lo fossi stata.
Vento che corre somigliante
fretta di cadere, gioia
giocattolo trascinato fino al mare
e fratelli e recinti e chiedere ragione
di ogni cosa e assaggiare fino all’immondizia
per sapere il gusto di qualunque.
Se fossi bambina, richiamo per il futuro
suono che si fa acuto, che raccoglie il pulito
la bellezza, il vero.
Mani che imparano a scrivere
stoffa che non basta
corpo che semina fiori
semina campi di giorni
e lenzuola impaurite.
Se fossi una bambina, a esserlo stata
necessità del ridere
e domande grandi che barcollano gli adulti
e avere il posto, l’armadio, di ogni consolazione
e il semplice per ogni solvenza
e il mare dietro casa
e genitori, che ti hanno messo in piedi per amore.

Sabrina Foschini





Se fossi un bambino non chiederei il permesso
butterei per terra tutto lo zucchero
se fossi un bambino tornerei sudato
con la fretta nelle unghie
cantine segrete, e quel cielo.
Se fossi un bambino
non nasconderei le mani
ruberei sfacciata la marmellata
andrei in giro con i calzoni corti
a giocare ai ladri
a fare scherzi ai poliziotti
se fossi un bambino ti lascerei dormire
ti farei io il natale.
Se ritornassi bambina
il corpo nudo del fiume
saprei come finisce
questa vita che incede
ci fa la strada, l’ostacolo e il piede.

Paola Turroni




Tagliare, perché sono occhio affilato
il mestiere è entrare tra le carni
far stillare il sangue
guardare nel dentro.
Io non faccio sempre questo
qualche volta faccio parti
pane a fette, trito di verdure
qualche volta faccio bene.
Tagliare per rompere la diga del meccanismo
svergognare le interiora…
Lo faccio con una lama di parole
con i denti che mi assomigliano
con le unghie e il silenzio.
Tagliare la diga che contiene
un golfo di sentimenti sedati dalla forma
e le foglie scomposte, cresciute intorno alla chiarezza.
Tagliare me,
le dita, i seni
diventare meno, diventare piccolo.
Tagliare il pezzo che fa male
la carne guastata, la parte incompiuta nel cuore vecchio.

Sabrina Foschini




Se fossi un coltello
di quelli con il manico di pelle
intarsiato nel fuoco, nel deserto
segni propiziatori di caccia
se fossi un coltello
sarei pronto all’uso, arrotato
lama di diamante e ferro
invincibile, indiano.
Se fossi un coltello
non esiterei a punirti
e guarderei la tua faccia rompersi
se fossi coltello prenderei quelle fasulle caramelle
le infilerei in gola dal taglio
e da lì ti chiederei
se hai ancora il coraggio
di chiedere se sono buone
se è bella la televisione
dalle tue ginocchia
se fossi coltello non lascerei che tu lo chieda anche a lei.

Paola Turroni




Impossibile uomo io
Uomo felice a parlare nei bar
a inventarmi le donne
e conoscerle tutte da dentro.
Uomo fiero, non avere paura di misurare
la forza, poter competere con il braccio
che ti tiene ferma e frena nel muscolo
la tua volontà di parola e di ragione.
Giovane maschio che fa giochi e pericoli
bambino che non deve sondare lo sguardo degli altri
i loro sì e no intrecciati alla buona condotta.
Uomo montagna io, in luogo del mio mare
petto liscio e largo, spiaggia per il capo di una donna
golfo mistico per le sue paure o la sua stanchezza.
Tenerezza d’uomo io
lettere d’amore, non temere di dire la parola alta
e il tremolio della sua gola
e tenere questo fuoco solo, per il caldo delle reni
e la verità ferma, della spina dorsale
e conservarlo anche dove il fianco è animale
nello sguardo che piega la tortura.

Sabrina Foschini




Se fossi un uomo farei un figlio
allora sì che avrei la parte
di patteggiare il tempo
se fossi un uomo
porterei mio figlio sulle spalle
non avrei paura di fargli coraggio
perché un uomo non ha debiti
mangia carne con i gomiti sul tavolo
e fuma sigari pesanti
un uomo sì che può fare il marinaio
se fossi un uomo
chiederei un figlio.
Se fossi un uomo
non saprei amare meglio
se fossi uomo saprei che basto
perché le donne si annoiano
di bocconi che risparmiano gli avanzi
se fossi uomo saprei
che le donne che vogliono tutto
hanno il corpo infinito.

Paola Turroni





Note bio-bibliografiche

Sabrina Foschini
Nata a Rimini nel 1968. Diplomata all’Accademia di Belle Arti, ha esposto le sue opere d’arte visiva in numerose gallerie pubbliche e private, in Italia, Francia, Inghilterra e Germania. Parallelamente svolge attivit‡ in campo letterario intervenendo con articoli critici e recensioni in catalogo di diversi artisti contemporanei. Collabora con riviste d’arte e letteratura. Nel 2001 ha pubblicato la plaquette di poesie “Andare per il sottile ” per i tipi de I quaderni del Battello Ebbro (Porretta). Per Raffaelli Editore, (Rimini) sono usciti, la raccolta “Il paragone col mare” ed il poemetto “Inno del corpo ricostruito ” (2002). … delle edizioni medusa (Milano 2003) il libro di racconti, “Due mani di colore” scritto insieme a Paola Turroni. Con lo stesso editore ha pubblicato il libretto per bambini “Nove gatti” (2002)

Fotografie di Sabrina Foschini e Paola Turroni durante la performance scattate dalla fotografa Patrizia Zelano
 
 
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