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Arte & Parole

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Venerdì, 27 Febbraio 2004

A cura di Bruno Cavestro





Arte & Parole

Ch'io vada superbo di me stesso
Volgendomi intorno da ogni parte
gettando ombre colorate
sul tuo splendore
questa è la tua maya

Tu erigi una barriera nel tuo stesso
essere, e poi con mille note
richiami il tuo io diviso
che si è rivestito del mio corpo
Echeggia per il cielo il canto triste
in lacrime di molti colori
e sorrisi e timori e speranze;
onde si levano e ricadono
sogni si formano e s'infrangono.
In me è la tua stessa sconfitta dell'io.

Lo schermo che hai alzato è dipinto
d'innumerevoli figure
col pennello della notte e del giorno;
dietro ad esso il tuo trono è tessuto
in meravigliosi misteri di curve
da cui la linea retta è bandita.

Il nostro grande scenario
ha ricoperto tutto il cielo
Tutta l'aria è vibrante
delle nostre melodie
e tutte le ere che passano
con il nostro nasconderci e cercarci.


Rabindranath Tagore ( Gitanjali, Op.LXXI )



 
 
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