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BOXER E GUERRE

 

 

Telefoni, staffette portaordini, segnali ottici e piccioni viaggiatori erano i mezzi comunemente usati dall’esercito per assicurare le comunicazioni fra le varie unità schierate al fronte e nelle retrovie.
Ma in tempo di guerra le linee telefoniche erano spesso distrutte dai bombardamenti, i segnali ottici e i piccioni viaggiatori erano inutilizzabili di notte, con il fumo e la nebbia, e il terreno trasformato in una palude di fango, dove si affondava, e punteggiato dalle buche delle esplosioni, rendeva impossibile o estremamente lento il passaggio di soldati portaordini. I soldati portaordini inoltre erano esposti ai tiri dei cecchini, ai colpi dei cannoni e più volte trovavano la morte annegando nelle buche delle esplosioni.
Da questo nacque l’idea di utilizzare i cani per portare messaggi.

 

Come già avevano sperimentato i Francesi, i cani erano molto più veloci degli uomini. Impiegavano 20-30 minuti contro le 2-3 ore di un uomo.
Oltretutto, essendo di taglia più piccola e di peso minore, offrivano un bersaglio minore, erano capaci di orientarsi anche al buio e riuscivano a passare sopra questo mare di fango senza affondarvi.


A differenza dei piccioni viaggiatori, altri animali usati per comunicare, i cani ritrovavano la strada anche di notte e con la nebbia.
Un altro vantaggio dei cani sui piccioni è che i piccioni possono lavorare solo da una base fissa, mentre per i cani è possibile muovere la loro base continuamente.

L’addestramento dei cani messaggeri differisce da quello di ogni altro cane.
Innanzitutto il cane deve lavorare da solo, lontano chilometri dal suo istruttore. Deve sapere cosa fare e pensare come farlo. Il lavoro del cane da pastore è quello che più si avvicina ma le distanze fra cane e padrone non sono così grandi e le difficoltà non sono paragonabili.

Il cane messaggero deve essere addestrato in modo che sia fiero e felice del suo lavoro. Ogni tentativo di coercizione è fuori discussione perché non sarebbero poi utilizzabili quando il cane è distante miglia dal suo istruttore.

 

 

 

 

Ancora oggi, purtroppo, non si ricordano, nè si celebrano adeguatamente, i molti Boxer  morti durante missioni di guerra.






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